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Enrico Berlinguer in mostra – FOTO

Una mostra commemorativa racconta dalla nascita alla morte lo storico segretario del P.C.I.

di Aldo Benassi

È stata inaugurata martedì 20 settembre la mostra fotografica su Enrico Berlinguer allestita dall’omonima associazione presso la propria sede in viale Opita Oppio 24, che sarà possibile visitare fino al 20 ottobre prossimo (dal lunedì al sabato ore 10 – 12 e 16 – 19, la domenica dalle 10 alle 12,30). La cerimonia d’apertura è stata introdotta dal regista e sceneggiatore David Grieco insieme al segretario dell’associazione Claudio Siena, il quale ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto.

Sul palco, prima del taglio del nastro, si sono alternati alcuni dei rappresentanti delle istituzioni presenti all’evento: la vice presidente del Senato Valeria Fedeli (Pd) ha sottolineato come quella di Berlinguer sia: “Un’eredità politica profonda con cui fare i conti, da non strumentalizzare con letture troppo schiacciate sull’attualità o con un eccesso agiografico che ci porta a vederlo come una sorta di santo laico. Non abbiamo bisogno di idoli da imitare, ma esempi morali e pragmatici sì, a cui ispirare la nostra responsabilità pubblica”.

Ha portato i saluti del sindaco Raggi l’assessore alla crescita culturale Luca Bergamo, che si è detto “profondamente e intimamente onorato” di indossare la fascia tricolore in quest’occasione. “Come tutti i giovani comunisti dell’epoca, vivevamo questa persona in una dimensione ieratica” ha ricordato l’assessore, che essendo amico della figlia Bianca ha avuto l’occasione di conoscere di persona lo stesso Berlinguer: “La prima volta entrando in casa incontrai quest’uomo piccolo in vestaglia che ti accoglieva in modo molto amichevole e fu uno strano shock in cui la dimensione umana e la dimensione politica creavano uno stranissimo connubio”. Un connubio tra essere un intellettuale ed essere un politico nella stessa persona, che oggi è venuto a mancare: “Ho l’impressione che le due funzioni si siano separate tra chi produce consenso e chi produce pensiero, mentre andrebbe ritrovata una politica di questo genere e per questo l’intero percorso di Berlinguer rappresenta un esempio”.

Marco Travaglio, invitato ufficialmente dall’associazione, è stato scherzosamente ammonito dal segretario Siena prima del suo intervento: “Mi raccomanno de parlà bene de Berlinguer!”. Travaglio ha quindi condiviso il ricordo del suo maestro Indro Montanelli il quale sosteneva e scriveva che l’esempio morale doveva essere Berlinguer, venendo puntualmente subissato di insulti: “La Guerra Fredda aveva stabilito che le persone per bene non potevano stare dalla stessa parte. Io penso che la questione morale sia il vero discrimine, per cui quando si dice che non ci siano più ideologie penso sia vero, ma questo non vuol dire che siamo tutti uguali”.

Bianca Berlinguer ha concluso il giro di interventi ringraziando ancora una volta Alberto Menichelli, autista del padre e attuale presidente dell’associazione, che dopo il debutto della mostra a Pescara è riuscito a far sì che venisse allestita in altri luoghi d’Italia: “All’inizio sembrava che non interessasse a nessuno, da un punto di vista politico sembrava interessare più ai compagni della base che lo rimpiangevano, piuttosto che al gruppo dirigente, invece poi tutti volevano questa mostra con le foto che conservava Alberto”. Una figura ricordata con affetto quella del segretario del PCI, ma sconosciuta a molti giovani, come testimonia l’inizio del film documentario di Walter Veltroni: “Ma questa è soprattutto una responsabilità della nostra società, che è molto concentrata sul presente e non è in grado di far conoscere il passato, ma ci sono anche ragazzi che papà non l’hanno mai conosciuto, se non attraverso i libri, hanno fondato un sito e lo ricordano come se ci fossero stati”. Terminando il suo intervento, ha citato una frase del padre che ha scoperto dopo la sua morte, in cui c’è la summa di tutto il suo pensare e agire politico: “Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obbiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”.