Medaglia per don Gioacchino Rey, se ne parla in Camera dei Deputati

Sessantadue parlamentari chiedono al presidente Mattarella il riconoscimento per il parroco del Quadraro

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Nella foto: On. Marazziti; Pierluigi De Filippis (pronipote Rey); On. Laura Coccia; il sindaco di Lenola Antogiovanni; Pierluigi Amen; Giovanbattista De Filippis (pronipote Rey) – foto di Aldo Benassi

di Aldo Benassi

Proseguono le iniziative in sostegno del conferimento di una medaglia d’oro al merito civile a don Gioacchino Rey, il parroco che stilò una prima lista dei deportati del rastrellamento del Quadraro, avvenuto il 17 aprile 1944.

Il 28 luglio 2016, infatti, si è svolta presso la sala stampa della Camera dei Deputati, la conferenza “Don Gioacchino Rey: un eroe da riconoscere”, indetta dalla deputata del Pd Laura Coccia e alla quale hanno partecipato l’On. Mario Marazziti (Centro Democratico, Presidente della Commissione Affari Sociali), il deputato Roberto Morassut (Pd), il sindaco di Lenola Andrea Antogiovanni e il dott. Pierluigi Amen, responsabile della ricerca sul rastrellamento del Quadraro portata avanti dall’ANRP (Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento e dalla Guerra di Liberazione).

La storia. La ricerca iniziata dall’ANRP tre anni fa, riguardo i civili rastrellati il 17 aprile 1944 durante quella che venne definita col nome in codice “Operazione Balena”, ha permesso di fare luce sulla figura del parroco di Santa Maria del Buon Consiglio: “Quella di Don Rey è una personalità incredibile e assolutamente sconosciuta ai più, tant’è che luogo e data di nascita li abbiamo scoperti consultando gli archivi del Vaticano”, racconta Amen.

Nato a Lenola il 26 luglio del 1888 e quarto di sei figli, nel corso della Prima Guerra Mondiale Don Rey è cappellano militare con i gradi di tenente e successivamente riceverà una medaglia di bronzo al valor militare per il soccorso prestato ai feriti nei bombardamenti. Viene assegnato alla parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio nel 1929, per sostituire monsignor Desiderio Nobels, di origine belga e inviso ai fascisti: “Il regime non si rese conto di aver sostituito un oppositore con un altro ancora più tenace. Don Rey, essendo un patriota nel vero senso del termine, partecipava ai raduni organizzati durante il ventennio perché cappellano militare decorato e non come fascista. Testimonianze da parte dei parenti ci hanno confermato le continue contrapposizioni col fascismo, mitigate dalla protezione del vicariato. Quindi, essere un patriota non voleva dire essere automaticamente un fascista”, sottolinea lo stesso Amen.

La mattina del 17 aprile 1944, mentre la Wermacht e le SS procedevano con il rastrellamento, Don Gioacchino Rey, che aveva già intessuto rapporti con tutte le organizzazioni della Resistenza presenti in borgata, si adopera per riuscire a salvare più persone possibili dall’operazione perpetrata dagli occupanti e stila successivamente una prima lista dei 750 rastrellati – tra i 16 e i 55 anni – e deportati in Polonia per l’avvio al lavoro coatto. “Una lista senza la quale oggi non sapremmo neppure chi è stato rastrellato e che ci permette, grazie al proseguimento della ricerca sulla base di essa, di avere notizie su altri rastrellati non messi in elenco grazie anche alle segnalazioni dei parenti” e concludendo il suo intervento, il dottor Amen ha aggiunto: “La medaglia d’oro al valor civile a Don Gioacchino Rey non deve essere solo una cosa dovuta, ma anche sentita”. Don Rey muore il 13 dicembre 1944, vittima di un investimento da parte di un’automobile nei pressi di via Padova, vicino al Policlinico Umberto I, mentre si recava in visita a un parente malato.

L’appello. Dopo la delibera firmata dal Commissario straordinario Tronca il 29 febbraio scorso, in cui sono stati riconosciuti i meriti del parroco di Santa Maria del Buon Consiglio e quindi richiesta l’assegnazione della Medaglia d’Oro al Merito Civile, anche da Montecitorio è stato lanciato un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella promosso dalla deputata Coccia a cui già hanno aderito 62 parlamentari tra deputati e senatori appartenenti a diversi gruppi politici. “Quella del Quadraro è stata una storia di Resistenza per troppo tempo dimenticata, basti pensare che la Medaglia d’oro al merito civile fu conferita alla borgata nel 2004, dal Presidente Ciampi”, ha dichiarato la Coccia, “Ora è arrivato il momento di conferire il giusto riconoscimento a Don Gioacchino Rey”. I Deputati Morassut e Marazziti hanno dato pieno sostegno all’iniziativa della collega, perché proprio nel momento in cui vengono meno i testimoni e i protagonisti di quei giorni, simili iniziative sono importanti affinché la loro memoria venga trasmessa alle generazioni successive. Nel mese di aprile scorso, inoltre, l’allora consigliere municipale Francesco Laddaga ha ha indetto una petizione rivolta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro dell’Interno Angelino Alfano

Un altro dettaglio interessante sull’esistenza di questo parroco è stato riportato dal sindaco Antogiovanni: Don Rey ha vissuto gli anni della sua giovinezza a Lenola durante il periodo in cui era primo cittadino Francesco Ingrao, nonno del dirigente del Partito Comunista Italiano ed ex Presidente della Camera dei Deputati Pietro, scomparso a Roma il 27 settembre dello scorso anno.

L’On. Coccia continuerà a raccogliere altre adesioni nei prossimi mesi, in attesa di una risposta da parte del Quirinale.

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