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Cosa è successo alla destra del Municipio VII?

Lo abbiamo chiesto all’ex consigliere Sel Aldo Benassi, ecco cosa scrive per noi di Appionews

Matronola e Lenci in campagna elettorale

di Aldo Benassi

La disgregazione del centrodestra romano ha pesato anche sui risultati nei municipi e il VII non fa eccezione. Nel 2008 il Pdl superava di poco oltre il 30% dei consensi in ex IX così come in ex X, ma già nel 2013 il partito nato sul predellino aveva perso Giorgia Meloni e i Fratelli d’Italia, che nel VII esprimeva il candidato presidente di tutta la coalizione, Fulvio Giuliano. Nonostante la sconfitta al ballottaggio (68 a 32 per la Fantino), nel centrodestra vennero eletti cinque consiglieri oltre al candidato presidente: Flavia Cerquoni (Fratelli D’Italia); Ilaria Tredicine, Domenico Carlone e Umberto Matronola (Popolo delle Libertà) e Stefania La Notte (Cittadini x Roma).

Della precedente tornata solo tre consiglieri sono stati riconfermati e tutti nelle fila di Fratelli d’Italia: oltre al ricandidato presidente Giuliano, prima degli eletti è la consigliera Cerquoni con 744 preferenze (nel 2013 furono 268) seguita da Carlone, che ha lasciato il Pdl alla fine del precedente mandato. La crescita di Fd’I in Campidoglio, trainata dalla candidatura della Meloni, si è riflessa anche nel VII municipio: nel 2013 i voti assoluti furono 9.572 (7,78%), mentre oggi sono 16.570 (12,43%).

Così come si è riflesso in municipio il flop di Marchini: l’11% raggiunto dall’altra coalizione di centrodestra, è bastato solamente a far eleggere il candidato presidente Sandro Toti, già consigliere del IX municipio con il Popolo delle Libertà. Nei giorni scorsi l’ex consigliere Matronola, piazzatosi primo nella lista di Forza Italia con 730 preferenze, ha pubblicato un post su Facebook in forte polemica con i dirigenti del suo partito e con l’alleato “Roma Popolare”, la formazione da cui proviene lo stesso Toti. Ai primi viene rimproverata l’assenza di comunicazione in seguito al risultato ottenuto: “Nessun dirigente di partito mi ha chiamato, nonostante il risultato eccellente, per spiegarmi cosa sia successo. Adesso chiedo a voi, di chi è la colpa di tale disfatta? Non certo di Berlusconi, come tanti sostengono”

Il motivo della contesa con “Roma Popolare” è l’endorsement del consigliere Toti verso la candidata del Partito Democratico Valeria Vitrotti al ballottaggio, in linea con quanto deciso dal coordinamento nazionale: “A che serve credere, quando poi un partito alleato con noi, “Roma Popolare”, non si definisce un partito di Centrodestra ma un partito che appoggia Renzi? Sapete l’ultima? Ha preso 1,27% mentre Forza Italia il 5,38 però in consiglio entrano loro”. Una dichiarazione tesa a sottolineare il peso specifico del partito nella coalizione, senza però avere la possibilità di eleggere almeno un consigliere.

Un peso che il coordinatore del VII Municipio di Forza Italia aveva già rivendicato fin da quando Berlusconi aveva annunciato la candidatura di Guido Bertolaso a sindaco di Roma, il quale venne accompagnato dallo stesso Matronola e da Giuliano in visita nel nostro territorio durante la campagna elettorale. Un incontro che venne immortalato anche dalle telecamere di “Gazebo”. Ma il leale sostegno a Bertolaso, così come la guida del gruppo consiliare più numeroso di tutti i municipi di Roma – primato di quattro consiglieri durato fino alla chiusura della consigliatura, con l’uscita di Carlone – non è bastato a Matronola per essere candidato come Presidente di Municipio dell’altra coalizione di centrodestra.

Evidentemente, hanno contato di più gli accordi presi tra i vertici rispetto al lavoro svolto nel territorio. Polemiche a parte, probabilmente l’unica cosa certa è che i futuri equilibri del centrodestra romano dipenderanno molto dalle sorti di quello nazionale, che attraverso i vari cantieri dovrà decidere quale sarà l’unico direttore dei lavori.