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Rita Atria, un evento per ricordare la giovane vittima di mafia

Un evento in memoria della giovane collaboratrice di giustizia che ha perso la vita nel nostro territorio

Rita Atria

di Elisabetta Maddalena

Mercoledì 20 luglio alle ore 18:00, in viale Amelia 23, nel quartiere Appio Latino, sarà ricordata Rita Atria, la giovanissima collaboratrice di giustizia morta suicida una settimana dopo la morte del giudice Paolo Borsellino, con cui collaborava.

Rita, nata e cresciuta a Partanna nel Belice in una famiglia affiliata alla mafia, trova il coraggio, a soli diciassette anni, di denunciare il sistema mafioso del suo paese dopo l’assassinio prima del padre e poi del fratello.

Già la cognata Piera Aiello, dopo l’uccisione del marito, aveva collaborato c con la giustizia facendo arrestare molte persone. A causa di ciò, il fidanzato di Rita la lascia perché cognata di una pentita. Anche la mamma, sottomessa alla mafia, la lascia sola.

Intanto Rita Atria conosce il giudice Paolo Borsellino, che per lei sarà come un padre, l’unico aiuto e sostegno nella sua ricerca di giustizia.

La giovanissima Rita vivrà a Roma in incognito per molti mesi senza incontrare nessuno, neanche la madre. Quando nell’estate del ’92 uccidono il giudice Borsellino, suo unico conforto, la ragazzina non ce la fa più e dopo una settimana si toglie la vita, buttandosi dal balcone dell’appartamento in viale Amelia 23 in cui abitava.

L’evento, dal titolo “Rita Atria: un gigante da ricordare” è promosso dal Presidio di Libera Roma VII, l’ANPI sez. Appio-San Giovanni e dall’associazione Rita Atria, con il patrocinio del Municipio Roma VII.