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La vittoria del M5S nel VII Municipio chiude una stagione politica

L’analisi dei risultati elettorali nel Municipio VII di Aldo Benassi, ex consigliere Sel politici

di Aldo Benassi

Volendola prendere alla larga, la storia politica del Movimento Cinque Stelle a Roma inizia nel 2008, quando i suoi pionieri animarono la lista “Amici di Beppe Grillo”, la cui candidata al Campidoglio Serenetta Monti fu votata dal 2,7% dei romani, poco più di 44.000 voti. Fu l’anno della vittoria del centrodestra di Alemanno certo, eppure nel nostro caro VII Municipio – ancora diviso in ex IX e in ex X – i due presidenti Susi Fantino e Sandro Medici vinsero senza andare al ballottaggio: 54,7% (42.751 voti assoluti) la prima, 51,8% (58.777 v. a.) il secondo. A guidare la lista degli amici del comico genovese nell’ex X – i grillini non si presentarono in tutti i municipi, tra quelli esclusi c’era anche l’ex IX – è Paola Taverna, proprio la Senatrice pentastellata eletta nel 2013, la quale ottiene il 3,96% (4.487 v. a.)

Alle elezioni del 2013, le prime come nuovo VII Municipio, il centrosinistra riuscì a prevalere nei confronti del centrodestra solamente al ballottaggio con un netto distacco tra Susi Fantino (67,7% – 80.144 v.a.) e Fulvio Giuliano (32,3% – 38.267 v. a.). Monica Lozzi, già candidata come presidente del VII Municipio con il Movimento Cinque Stelle, raggiunse il 13,77% (18.859 voti assoluti). Una crescita importante del M5S nonostante il dato non trascurabile della bassa affluenza e il calo tra primo e secondo turno: dei 269.173 cittadini iscritti al voto, si recarono alle urne in 143.926 (53%) al I e in 122.411 (46%) al ballottaggio. Prima dell’accorpamento, i due municipi registravano un’affluenza superiore al 70%, ma parliamo già di un’altra epoca.

Rispetto a tre anni fa, l’affluenza alle ultime elezioni amministrative è stata superiore: i cittadini e le cittadine che hanno votato nel nostro municipio sono 155.214 (58.8%) al primo turno e 137.088 (51,9%) al secondo. Al ballottaggio, la ricandidata Monica Lozzi ha vinto con il 64,8% (84.368 v.a.) contro il 35,1% (45.782 v.a.) di Valeria Vitrotti (Pd, Radicali, Più Roma per Giachetti, Roma torna Roma Giachetti Sindaco e Periferie protagoniste per Vitrotti Presidente), registrando un dato migliore rispetto a quello della ex presidente Fantino al ballottaggio del 2013 in termini di voti assoluti. Dopo 15 anni l’esperienza del centrosinistra in questo municipio, separato e poi accorpato, si conclude con il Pd all’opposizione insieme al centrodestra diviso e la sinistra fuori dalla coalizione e dal consiglio municipale.

Il traino della Raggi sul risultato della Lozzi è servito a rovesciare il leggero svantaggio del primo turno in cui la Vitrotti era al 30,1% (42.417 v.a.) mentre la neopresidente si era fermata al 29% (41.237 v.a.). Un dato che ci restituisce municipio spaccato in due, tra centro e periferia, che ha dato fiducia al Movimento Cinque Stelle perché ancora in cerca di risposte che le forze politiche tradizionali fino ad oggi evidentemente non hanno saputo dare. Come è già stato detto e scritto, il governo di Roma e dei municipi è un banco di prova per il M5S, ma lo sarà anche per tutti coloro che oggi sono all’opposizione e che per tornare a vincere dovranno elaborare una proposta credibile, tenendo conto che tra l’idea del “destra e sinistra sono uguali” e quella del “destra e sinistra sono un concetto ormai superato” sta prevalendo la prima. Ce la meritiamo, Virginia Raggi?